Passiamo all’ Italia. Nel nostro Paese i primi esperimenti risalgono agli anni 90 con la mia (scusate se pecco di presunzione) “Unione Sarda”, per merito di Nichi Grauso. Le testate più grandi appaiono tardi sul web, offrendo una mera copia del cartaceo. Arriva presto l’innovazione per merito delle grandi “signore” come Reppublica.it, che grazie ai suoi geni avanguardisti rende il sito sempre attuale e popolare. Reppublica.it si propone e trionfa con un appeal nazionale, espandendo le sue “succursali” nei vari capoluoghi della penisola come Parma, Torino, Bologna. L’obiettivo è creare una comunità locale, un futuro social network blasonato.
Il problema dei giornali italiani sul web è lo squilibrio fra il grande carico di lavoro e le limitate forze economiche ed umane.
Nell’ultima parte della lezione il prof. presenta i news aggregators, siti aggregatori di notizie e contenuti “rubati” da altre pagine web. Tra i tanti:
www.huffingtonpost.com: l’aggregatore blog statunitense più seguito al mondo.
www.realclearpolitics.com: il sito web dedicato alla politica americana.
www.ilpost.it: iniziativa editoriale del giornalista ed eclettico blogger Luca Sofri.
Non mi resta che ringraziare il prof. Ferrandi per l’interessante e simpatica lezione.
Au revoir
Nessun commento:
Posta un commento